6ª Rampigada Santa 2017

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Da city sport WEB di Trieste di lunedì 18 settembre 2017

2017 09 18 rampigada santa 06 city sport WEB

RAMPIGADA SANTA | LA CRONOSCALATA GIURGIOVICH E FACCHIN PRIMI NELLA COMBINATA. UN MANIPOLO DI INTREPIDI SI È CIMENTATO NEL DUATHLON

Che fatica sulle dure rampe di Scala Santa
Impegno e tanti sorrisi

Temperato ha percorso tutti i 2 km su una ruota sola

Il sole ha baciato la sesta Rampigada Santa. Dopo le precipitazioni copiose, che avevano causato l’annullamento degli eventi del sabato, poco dopo le 10 di ieri il cielo si è aperto sopra l’Obelisco alle porte di Opicina, punto di arrivo dell’impegnativa erta che parte da Roiano. In bici o di corsa - o anche in entrambe le discipline - oltre 250 sono stati i partecipanti all’evento organizzato dall’Associazione Spiz, che organizza anche l’Olimpiade delle Clanfe. Infatti è stata stata prevista anche una simpatica classifica combinata, con i punteggi dei tuffi dell’evento di fine luglio che venivano tramutati in abbuoni sul tempo di gara di Scala Santa. In questa speciale graduatoria hanno primeggiato Andrea Giurgiovich e Michela Facchin, quest’ultima autrice della miglior frazione femminile di bici, in 15’48”, e vincitrice del duathlon. Tra gli uomini uno strabiliante Tomaz Cefuta, fresco vincitore, solo una settimana prima, della Granfondo d’Europa, ha battuto tutti in 11’11”. Per quanto riguarda il podismo, il triatleta Andrea Mauri, che sta godendo di un ottimo periodo di forma, si è impo-sto in 12’28”; essendo abile anche sulle due ruote, non ha avuto problemi ad affermarsi, come la Facchin, nel duathlon. Tra le donne la specialista della corsa in montagna Daniela Da Forno ha sbaragliato il campo, dominando la prova in 14’21” e staccando le rivali di oltre due minuti. Il primissimo a partire, con il rigoroso pettorale numero 1, era stato Simone Temperato, che ha percorso tutti i 2.050 metri della salita in pavé, con pendenza media del 16,2% (e comunque mai sotto il 10), su una ruota sola! E per chi non ne avesse abbastanza, dopo aver completato il duathlon c’è stata l’occasione di bissare, immolandosi in una sorta di ripetuta di Scala Santa; l’autore di questa sfaticata è stato Paolo Viola. Diversi i giovani al via, tra cui segnaliamo Giulia Rotti, perché completare il percorso in bicicletta, nonostante qualche sosta, a 10 anni è davvero un’impresa non da poco. Nel piazzale dove si sono tenute le premiazioni molte le persone presenti, tra cui la presidente della Regione Debora Serracchiani, anche se in veste non istituzionale.
Maurizio Ciani
 

RAMPIGADA SANTA | LA FESTA STORIE DA “RAMPIGADORI”

Che entusiasmo! Dalla Scozia per salire all’Obelisco

In gara anche una bimba di quattro anni

B attuta la pioggia, la sesta Rampidaga Santa si è ritrovata - come da tradizione - attorno alla base operativa dell’Obelisco di Opicina, dove è stato posizionato l’arrivo e il “villaggio”. La parola d’ordine è stata, ovviamente, divertimento. E di spunti divertenti, questa edizione 2017, ne ha offerti tanti. Nonostante la fatica di una gara che si dipana su 2 km durissimi, con pendenze che superano il 20%. Il Mortirolo triestino, insomma, che mette a dura i prova i muscoli e il fiato di chi partecipa. E proprio come in una tappa del Giro d’Italia, gli spettatori si sono piazzati ai bordi della strada e hanno incitato tutti i partecipanti. La corsa al primo posto delle varie specialità, si sa, è ambita. Ma ci sono classifiche altrettanto importanti firmate Rampigada. Vedi quella dei più anziani in gara, ovvero Frances Anderson, una simpatica signora scozzese nata nel 1950, e “l’evergreen” Claudio Sterpin, che ha gareggiato col suo cappello da bersagliere. Andiamo agli antipodi: i più piccoli “rampigadori” sono stati Linda Marchesich (4 anni) e Matteo Vedoato. All’Obelisco, tra qualche birra e il sospirato ristoro, c’è anche stato il tempo per festeggiare un compleanno. Quello di Valentina, la sorella del medico della manifestazione Cristina Calderan. Varcato il traguardo, Valentina è stata accolta da un bel mazzo di fiori. Spigolature da Rampigada, con il sole è tutta un’altra cosa.
Maurizio Ciani
 

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